Dieci anni di record


Cari associati,

tra gli articoli di settore che mi hanno più colpito nelle ultime settimane, c’è quello che affronta l’argomento dei danni provocati ad immobili e beni materiali dalle catastrofi naturali avvenute nel mondo nell’ultimo decennio, esplicitandone i relativi costi, che sono da record.

Secondo quanto ha scritto nel report annuale AON, uno dei più importanti broker assicurativi al mondo, nel 2019 sono stati rilevati 409 eventi catastrofali, con perdite NON coperte da assicurazione per circa 161 miliardi di dollari, vale a dire il 69% del totale (solo il 31% dei rischi era quindi assicurato).

Un dato, quest’ultimo, che seppur molto migliorabile, è già molto positivo se raffrontato alla situazione italiana, dove l’Ivass (l’istituto di vigilanza delle Assicurazioni) conta un numero di abitazioni private assicurate per tali eventi pari a solo il 2%, adducendo come motivazione principale la scarsa cultura assicurativa del popolo italiano e la fiducia nel rimborso dello stato.

Il dato che maggiormente dovrebbe far riflettere è che nelle analisi dell’Ivass si evidenzia che se tutte le case italiane fossero assicurate contro il terremoto e l’alluvione, il premio medio per abitazione sarebbe di poco superiore a 100€.

Se è vero che la legge di bilancio 2018 ha introdotto un minimo di attenzione al problema, rendendo detraibili i premi destinati a tali coperture, è altrettanto evidente che questo ancora non basta.

In un momento in cui i cambiamenti climatici e le loro conseguenze sono sulla bocca di tutti e, purtroppo, ne vediamo le conseguenze, coloro che potrebbero agire sul mercato in modo incisivo si concentrano invece nel partorire idee nefaste come la Rca familiare, iniqua e inutile sul prezzo, ma “acchiappa voti”, o nell’estremizzare la sorveglianza sugli intermediari con metodi che ricordano la caccia alle streghe.

Delle due, l’una, o non c’è volontà nell’affrontare il problema perché non si ritiene importante, oppure c’è pigrizia nel farlo perché non ci sono soluzioni semplici e quindi è più comodo fare attività diverse e più di routine.

Dovremmo muoverci tutti all’unisono, associazioni di categoria e player del settore, per rendere fattibile un cambio di marcia. Dobbiamo sensibilizzare il cittadino sul tema al fine di proteggerlo, dobbiamo far sì che chi rappresenta il Governo si faccia carico di questo importante compito e prenda decisioni che oggi possono sembrare impopolari, ma che sicuramente ricoprono una rilevante valenza sociale.

Vero anche che la prevenzione, vista come adeguamento sismico degli immobili, sarebbe sicuramente altrettanto importante, ma costa molto di più ristrutturare un immobile secondo le regole antisismiche più moderne che evitare importanti ricadute economiche a causa di un evento catastrofale.

Rimbocchiamoci le maniche e ricordiamoci che la prevenzione è fondamentale almeno quanto lo è tutelarsi, con un caffè ogni tre giorni, da eventi che potrebbero metterci in seria difficoltà.

Buona settimana a tutti i nostri professionisti!

Stefano Maestri Accesi
  Agente Assicurativo

 

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